Il marine litter rappresenta una delle principali minacce per gli ecosistemi marini e costieri, con impatti rilevanti sulla biodiversità, sulla salute umana e sulle attività economiche legate al mare. Per contribuire in modo concreto alla soluzione di questo problema, abbiamo promosso e sostenuto un percorso di ricerca e innovazione dedicato allo sviluppo di soluzioni tecnologiche per la raccolta dei rifiuti marini in ambito portuale.
Il progetto è nato nell’ambito di una borsa di dottorato PNRR (DM 351/2022 – XXXVIII ciclo), frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria Industriale (DIEF) dell’Università degli Studi di Firenze, Arbi Dario S.p.A. e l’Associazione Blue Resolution, con un focus specifico sul contrasto al marine litter.
Nel corso del triennio di ricerca sono state analizzate le soluzioni esistenti, sviluppati studi di fattibilità e realizzati proof of concept, fino alla progettazione e alla costruzione di un prototipo innovativo denominato WoW Solution (Waste Out of Water). Il dispositivo è stato progettato per intercettare e raccogliere i rifiuti galleggianti, con l’obiettivo di evolversi progressivamente verso una soluzione capace di trattenere anche altri inquinanti, come oli e idrocarburi, grazie all’integrazione di filtri dedicati.
Le attività hanno incluso test di laboratorio, prove tecniche in ambiente portuale e momenti di confronto scientifico, tra cui la presentazione del progetto nell’ambito dei “Dialoghi sulla Natura”. Le sperimentazioni hanno consentito di ottimizzare il funzionamento del prototipo, anche attraverso l’utilizzo di telecamere e sistemi di intelligenza artificiale per attivarne l’operatività solo in presenza effettiva di rifiuti, riducendo così i consumi energetici.
A fine dello scorso anno si è concluso ufficialmente il percorso di dottorato, con il raggiungimento di un importante traguardo: l’attestazione di brevetto italiano per la soluzione sviluppata. Un risultato che valorizza il lavoro congiunto tra impresa e mondo accademico e rafforza il potenziale innovativo del progetto.
Il percorso non si ferma qui. Il progetto di industrializzazione del prototipo proseguirà nel 2026, con l’obiettivo di trasformare la soluzione sperimentale in un dispositivo applicabile su scala più ampia, contribuendo in modo sempre più efficace alla tutela dell’ambiente marino e costiero.